APPUNTI DI CINEMA - PREMONITIONS di Afonso Poyart

Recensione di Dhany Coraucci

“Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” dice il proverbio e mai come in questo caso l'ho trovato azzeccato: le recensioni sono quasi tutte negative, per me invece questo è uno SPLENDIDO thriller. Non capisco da cosa sorge tutta l'antipatia che ha ispirato, io mi sono divertita moltissimo e adesso vi spiego il perché. Innanzitutto è un film di genere, un noir, di quelli che andavano tanto negli anni 80 ma che adesso è molto raro vedere, la caccia a un serial-killer. Non è sbagliato pensare a Seven, ma nemmeno giusto, perché se c'è un predecessore, questo è The Gift (splendido thriller “fantastico” del 2000 diretto da Sam Raimi) e forse, ancora prima La Zona Morta (David Cronenberg, 1983), siamo infatti in un territorio di confine, dove a brutali fatti di sangue, a indagini scrupolosamente scientifiche e a personaggi molto ben descritti nella loro quotidianità si affiancano degli elementi visionari e illogici, inquietanti e insondabili, sommariamente fatti rientrare nella categoria del “paranormale”. Mantenere un equilibrio tra i due mondi non è semplice, anzi, direi che è difficilissimo, soprattutto in un noir che per essere efficace deve garantire ritmo e credibilità. Qui, poi, la scommessa è ancora più alta perché sono introdotte delle tematiche complesse e profonde legate al dolore e alla malattia e alla perdita. Naturalmente per la sottoscritta il risultato di questo mix è ben riuscito, il film è molto originale nonostante le mille citazioni (non manca anche quella al Silenzio degli Innocenti) e il pericolo derivante da uno sconfinamento dei generi; le “visioni” sono affascinanti e inquietanti, gli attori uno più bravo dell'altro e se Anthony Hopkins assomiglia un po' ad Hannibal Lecter (ma solo un po') è un tale piacere vederlo recitare che glielo si concede. Ho trovato eccellente anche il livello delle riprese, le scene d'azione sono strane, contaminate con movimenti di macchina allucinati pur nel rispetto di tutti i canoni. C'è perfino un colpo di scena finale: che si vuole di più?

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