APPUNTI DI CINEMA: 007 SPECTRE di Sam Mendes

Recensione di Dhany Coraucci

Meglio dirlo subito: sono una fans del James Bond Pierce Brosnan, più raffinato che muscolare, dunque su Daniel Craig ho sempre avuto le mie riserve. Tuttavia ho adorato Skyfall per la sua cupezza introspettiva, ma ciò che cerco è sempre e solo la spettacolarità delle scene d'azione (il mio 007 preferito è La Morte può Attendere, 2002, tra i magnifici ghiacci islandesi). Da questo punto di vista l'ultimo 007 è noiosissimo e, rischiando l'eresia, l'ho trovato addirittura lento, il che è il massimo della delusione in un contesto simile. Se l'introspezione psicanalitica legata alla figura della madre che necessitava di tempi dilatati, di silenzi e di buie consapevolezze in Skyfall era controbilanciata da inseguimenti mozzafiato ed emozionanti corpo a corpo, qui i ricordi e la “recherche” del padre si ammoscia in lunghissimi, dilatati e opprimenti risvolti e le poche scene d'azione che li intervallano, per usare un linguaggio teatrale, sono “telefonate”, quindi non sorprendono né alla fin fine emozionano. Christoph Woltz mi piace come attore e si impegna molto a dare una connotazione sadica al suo personaggio, ma cosa sappiamo di lui? Ce ne ricorderemo? Penso proprio di no. E poi, vogliamo parlare delle Bond Girls? Ora che la superlativa M non c'è più, l'universo femminile che ruota attorno all'agente segreto mostra tutte le sue carenze: mai sono state meno desiderabili di queste due; la Bellucci è bella, ma vi prego non fatela più parlare, doppiatela! Sforzandoci, come vedova afflitta e spaventata potremmo anche crederle, ma quando apre bocca con la sua voce refrattaria a qualsiasi attitudine recitativa la scena diventa completamente ridicola. La bionda Léa Seydoux, con quegli occhi sempre a mezz'asta completamente inespressivi io già faticavo a sopportarla nella Vita di Adèle, che pure le si adattava nella sua “mise en scène” di fragile insicurezza, ma qui non commuove, né da scontrosa né da femme fatale, col risultato che la sua attrazione per James è completamente priva di brividi erotici. E infine Moneypenny, che è sempre stata adorabile nella sua veste deliziosamente borghese, qui diventa perfino irritante con la sua dedizione tutta casalinga. Salvo un'unica cosa: la colonna sonora di Thomas Newman, fedelissimo collaboratore di Sam Mendes. La musica è fin troppo bella per l'esiguo spazio che le è dedicato.

CIVICO32, presso il Cortile Cafè | via Nazario Sauro 24/b | Bologna

Prossimi appuntamenti

Novembre 2020
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

Gallery