APPUNTI DI CINEMA: NESSUNO SI SALVA DA SOLO di Sergio Castellitto

Recensione di Dhany Coraucci

“…. e vissero felici e contenti” : la più grande menzogna di tutti i tempi, si sa, continua a essere anche la più amata di tutti i tempi, ma fortunatamente qui non siamo nel regno delle favole, abbiamo gli occhi aperti, di rosa c'è solo la striscia di sole infuocato di un breve tramonto che cala all'orizzonte e che verrà inghiottita dal buio nell'arco di pochi minuti e soprattutto sappiamo bene quanto è difficile amare, oltre che essere amati. Mi piace sempre trovarmi in un posto simile a questo, dove si dice qualcosa di vero sull'amore. Dunque, mi è piaciuto anche sedermi al tavolo del ristorante insieme ai due protagonisti che si sono separati da qualche tempo e che si trovano a cena per discutere come spartirsi i figli nelle dolenti vacanze e rimanere con loro per 100 minuti esatti, il film infatti si svolge nell'arco di una sera. Mi è piaciuto in particolar modo precipitare nella loro storia senza indugi, ripercorrendo grazie ad efficaci flashback i momenti dell'amore, ma anche i momenti dell'allontanamento, il sogno e il risveglio, l'unione e poi la disgregazione, anche perché sono convinta che è proprio attraverso il distaccamento e la distruzione di un sogno condiviso che si rivela il lato più profondo e intimo dell'amore, tanto è vero che, a mio parere, i film più belli, intensi e reali che sono stati fatti su questo complesso sentimento sono proprio quelli che narrano la fine di un amore, non il suo inizio. Sono bravissimi Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca a reggere tutto il film; io poi, come scrivo sempre, ho una passione per Scamarcio fin dal principio della sua carriera e lo ammiro per i ruoli sempre più impegnativi e difficili che sceglie di recitare, oltre che per essere diventato anche un coraggioso produttore di film indipendenti. Cosicché l'intrusione dell'anziana coppia felice, la quale cena nel tavolo a fianco (Vecchioni, invece, non mi è mai piaciuto nemmeno come cantautore) e dispensa consigli e letizia, è forse l'unico appunto che faccio al film, perché ritorna quell'idea dell'amore un po' finta che qui pareva bandita. In ogni caso, dei tre film Castellitto/Mazzantini (sono un'entità sola, ormai, a dispetto delle tristi storie che amano raccontare) questo per me è il più interessante.

CIVICO32, presso il Cortile Cafè | via Nazario Sauro 24/b | Bologna

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