APPUNTI DI CINEMA: KINGSMAN- SECRET SERVICE di Matthew Vaughn

Recensione di Dhany Coraucci

Nessuno meglio di Colin Firth, attore britannico nato nell'Hampshire nel 1960, avrebbe potuto interpretare meglio un Gentleman, ma ciò che dice al suo protetto Eggsy in fase di addestramento è molto più che una frase ricercata ed elegante, degna di un distinto signore inglese: “Gentleman non si nasce, lo si diventa”. Sia chiaro, questo film è un “divertissement” (per usare un termine caro ad un altro gentleman, lo scrittore Graham Greene) ma non è affatto stupido e questa precisazione destinata a un ragazzo che vive nei quartieri popolari di Londra (Taron Egerton), orfano di padre e con una madre succube di un compagno violento verso la quale nutre un sentimento molto protettivo (non a caso il regista dedica il film alla madre, ringraziandola per quanto di “straordinario” gli ha impartito) e che non ha grandi prospettive nella vita, un po' per indolenza e un po' perché è la verità dei nostri giorni, è un bellissimo messaggio: edificante. Tra i generi variopinti e fantasmagorici che affollano questo film (e c'è veramente di tutto!), tra le citazioni e le burle, l'action spettacolare e lo spionaggio internazionale, vi sono infatti anche delle parti “serie” che non stonano minimamente, come la selezione tra aspiranti giovani Kingsman, la schiavitù a livello planetario nei confronti del cellulare e l'istinto omicida insito in ogni essere umano. Poi c'è Colin Firth che come agente segreto, raffinato ma anche spietato, vale da solo tutto il film. E ci sono due “cattivi” da manuale, Samuel Jackson con la esse alla Jovanotti e il cappellino da skate e la sua assistente Gazelle, tremendissima con gambe e piedi pericolosamente lanceolati, ma anche due “buoni” affascinanti come le star inglesi, Michael Caine e Mark Strong. A me personalmente non dispiace la nuova versione di James Bond, un po' tormentato e conflittuale, ma il nuovo Kingsman, teppistello ribelle che ce la mette tutta e che poi si intenerisce di fronte a un orrido cagnetto che gli hanno affidato e di certo non si tira indietro agli inviti sfacciati di principesse imprigionate, potrebbe seriamente mettere in crisi la mitica egemonia di 007 come Agente Segreto Britannico di spicco, anche perché di effetti speciali e di super combattimenti ce n'è un bel po' anche qui e... quasi quasi la sua “dotazione” di armi segrete e camuffate, forse, è anche più efficace.

 

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