APPUNTI DI CINEMA: BIRDMAN di Alejandro González Iñárritu

Recensione di Dhany Coraucci

Non c'è sogno più condiviso e armonioso che l'immaginarsi con le ali a spiccare il volo in direzione del cielo aperto, ma qui siamo in un teatro, uno spazio chiuso, costantemente illuminato dalle luci artificiali, angusto, claustrofobico e dai soffitti bassi. Qui gli unici voli consentiti sono quelli verso il basso, giù, per terra, dove i conti della banca precipitano senza rimedio, dove i desideri e le aspirazioni crollano, dove l'identità di ognuno frana rovinosamente in un'insoddisfazione perpetua e nervosa. E' un film creativo e moderatamente visionario, ricco di riprese mirabolanti, rapide e ardite, di misteriosi poteri di telecinesi, di pindarici voli su Broadway e di inquietanti voci che parlano nella testa, ma personalmente lo ritengo un film molto realistico, crudo e spietato su una crisi che si allarga a macchia d'olio investendo l'individuo ma anche la società in cui è costretto a vivere; e benché sulla scena finale, ironica, si stemperi un sorriso, lo ritengo anche un film magnificamente triste, perché la crisi è di dimensioni così sproporzionate che perfino nel raggiungimento del proprio obiettivo, del proprio sogno e della propria verità vi è la totale incapacità di goderne i frutti, di assaporarne il piacere e la soddisfazione, rimane solo un senso di vuoto assoluto. Il regista è messicano ma si esprime nella miglior tradizione hollywoodiana, quella incisiva e profonda che scava e dissotterra sensazioni e sentimenti in cui tutti, in fondo, ci possiamo riconoscere, e lo fa a un ritmo serrato e sincopato (bello il tema free jazz di batteria che ci accompagna fin dai titoli di testa) avvalendosi, quasi superfluo sottolinearlo, di un cast d'attori eccellente a cominciare dal protagonista Michael Keaton per il quale ho sempre nutrito una passione, per finire con gli attori minori, tutti straordinari. Anche le donne, pur se dipinte con nervosa fragilità al limite dell'isterismo sono bellissime e reali (in particolar modo le “attrici teatrali” Naomi Watts e Andrea Riseborough). Si sono cercate delle similitudini tra la storia personale di Michael Keaton e la storia di Riggan Thomson nel film, il primo intrappolato nella celebrità appariscente del suo Batman come il personaggio del film è ingabbiato nel suo ruolo di spettacolare e imbattibile Birdman, e indubbiamente vi sono. Ma è facile pensare che la “prigione” costruita dai media e dal pubblico (o da semplici “tweet”); quello spazio chiuso e angusto, quelle ali che si immaginano e che non conducono da nessuna parte, siano prerogativa di tutti gli attori e, perché no, di tutti gli uomini con delle aspirazioni.

Prossimi appuntamenti

Marzo 2021
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Gallery