APPUNTI DI CINEMA - THE DANISH GIRL di Tom Hooper

Recensione di Dhany Coraucci

La crisi d'identità è un tema delicato e complesso, non facile da portare sullo schermo. E se per questo, assolutamente non facile da vivere. Essendo un tema che mi coinvolge particolarmente, il solo tentativo per me è già motivo di grande interesse. Se poi si riesce a trasmetterne, anche solo in parte, la dilaniante ricchezza che lo attraversa e lo accompagna, non posso che rimanerne colpita. Attendevo questo film da tempo. Con la riserva di un'istintiva antipatia per Eddy Radmayne bilanciata però da una trascinante simpatia per Alice Vikander, e non mi capita spesso. Devo dire che questo film, poi, mi ha subito conquistato. Perché l'ho trovato di un'eleganza rarissima. La crisi d'identità non è mai elegante, intendiamoci. Ma è anche vero che l'eleganza è una virtù altrettanto complessa e, anche se sembrerebbe il contrario, si esprime dentro, più che fuori. Sarà stata anche Copenaghen o i magnifici paesaggi e ambienti nordici, sarà stata l'immensa bravura degli attori (anche di Radmayne, devo proprio ammetterlo) o sarà stato che l'inconscio, che è il vero protagonista, e i suoi desideri e le sue esplorazioni sono filmate con grande intensità ed emozione: ho trovato questo film davvero bello. E bella anche l'indagine mai facile su forme d'amore che sconfinano in territori di cui si sa poco, almeno ad osservarle dall'esterno.

CIVICO32, presso il Cortile Cafè | via Nazario Sauro 24/b | Bologna

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