APPUNTI DI CINEMA: IRRATIONAL MAN di Woody Allen

Recensione di Dhany Coraucci

Non potrò mai scrivere una cattiva recensione di un film di Woody Allen, è uno degli artisti che più hanno influenzato la mia vita, tuttavia questa sua ultima pellicola mette a dura prova i miei propositi e sono tentata, forse in maniera del tutto... irrazionale, di giudicarla addirittura tra le sue peggiori ispirazioni. Ma non lo farò, terrò fede al mio illogico patto e attribuirò questo deludente, freddo ritratto senz'anima alla cattiva ispirazione che gli suscita la sua ultima musa, Emma Stone. Ce n'è sempre stata una in tutti i suoi film, fin dall'inizio, a infondergli quell'irripetibile illuminazione, quella sincerità disarmante, quell'intensità ineguagliabile, non a caso i suoi ritratti femminili sono tra i più profondi e sfaccettati che siano mai apparsi sullo schermo. E i film, di solito, traggono nutrimento proprio dalla carismatica protagonista, non si limitano a girarle attorno o a descriverla, ma ne sono plasmati e condizionati: Diane Keaton, Mia Farrow, Judy Davis, Charlotte Rampling, Gena Rowlands sono solo un piccolo esempio. Emma Stone non ha, a mio parere, quei tratti nevrotici e stimolanti che si ritrovano abitualmente nelle sue muse, anzi, è proprio il contrario: è affidabile, convenzionale, completamente asessuata e così la storia che le ruota attorno, benché citi i filosofi più ardentemente pungenti e caustici, si limita all'esposizione di un “trattato” prevedibile e banale: l'intervento beffardo del Caso. In quanto a prevedibilità, non scherza nemmeno Joaquin Phoenix: da che ho memoria gli hanno sempre fatto interpretare la parte di un uomo tormentato e qui non aggiunge nulla di nuovo al suo “curriculum”.

CIVICO32, presso il Cortile Cafè | via Nazario Sauro 24/b | Bologna

Prossimi appuntamenti

Settembre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

Gallery