Dopo “Flopenaghen”, è l’Era dell’Adattamento

Martedì 16 Febbraio 2010, ore 21.00

 

 

“L’Era dell’Adattamento” è un documentario che analizza il legame spesso nascosto che esiste tra cambiamenti climatici, disuguaglianza sociale e instabilità economica a livello locale e globale.

 

Girato in dieci paesi (dal Venezuela alla Nuova Zelanda) e con contributi di esperti e studiosi, “L’Era dell’adattamento” svela la retorica che si nasconde dietro molte nuove tecnologie, dal carbone pulito alla compensazione del carbonio, che si propongono di risolvere lo squilibrio climatico senza modificare le nostre abitudini di consumatori senza fondo.

 

La conclusione di questo viaggio è che è troppo tardi per evitare i cambiamenti climatici. Non avendo agito quando c’era ancora tempo, ora agli esseri umani non resta che adattarsi ad un futuro incerto. Questo adattamento però può avvenire in due modi: passivamente, lasciando che sia l’ecosistema a modificare la nostra vita attraverso catastrofi e milioni di rifugiati, oppure attivamente, ‘resettando’ il nostro modello di sviluppo e costruendo una società diversa.

 

Soltanto una  rivoluzione complessiva del nostro sistema economico e sociale può favorire l'adattamento necessario a rispondere alle sfide del futuro. In questo modo, i cambiamenti climatici potranno diventare un’occasione per imparare dai nostri errori e, finalmente, trovare il coraggio necessario per affrontare i tanti mali del nostro mondo. 

Interviene:
Lorenzo Fioramonti
, autore di “L’Era dell’Adattamento” e promotore della campagna Global Reboot

www.globalreboot.org, globalreboot.wordpress.com

 

Introduce:
Vittorio Marletto, climatologo Arpa, curatore del blog pianetaserra.wordpress.com. Fornirà alcuni dati sui cambiamenti del clima già avvenuti e previsti nella nostra regione, sulla base del recente Atlante idroclimatico regionale e dei risultati di progetti di ricerca internazionali e nazionali da poco conclusi o in corso.


 

Il problema energetico e l’energia nucleare: criticità, prospettive e il ruolo della ricerca di base.

Martedì 19 gennaio 2010, ore 21:00

 

 

Il problema fondamentale sta nel fatto che abbiamo bisogno di energia ma la sua produzione comporta: inquinamenti, effetto serra, disastri ecologici per via dell’uso dei combustibili fossili.
Ci si concentrerà, perciò, sulla situazione attuale della produzione di energie e sulla necessità di drastici cambiamenti in tempi brevi.

Come sostituire i combustibili fossili ? Quale sarà il futuro del Pianeta Terra? Chi ha paura dell’energia nucleare e quali sono i motivi alla base di questa paura? Quali sono i rischi e i pericoli delle centrali nucleari rapportati a quelli delle centrali a combustibili fossili?

Al fine di rispondere a queste domande si prenderanno in considerazione le leggi della natura e il ruolo fondamentale della ricerca di base per vedere se: esistono nuovi modi per lo smaltimento delle scorie radioattive, è possibile oggi produrre energia da fissione nucleare in modo più sicuro, esistono combustibili che producono poche scorie e a bassa tossicità?

La ricerca di base in fisica nucleare è fondamentale per ideare e sviluppare nuovi sistemi e tecnologie che permettano di affrontare in modo razionale il problema energetico mondiale. A questo proposito sarà brevemente illustrato un esperimento condotto presso il CERN di Ginevra che oltre a produrre risultati di interesse fondamentale per l’Astrofisica, sta conducendo misure sulle reazioni indotte da neutroni, rilevanti per la trasmutazione delle scorie nucleari.

 

Ne parliamo con Gianni Vannini, Professore Ordinario di Fisica Generale presso l’Università di Bologna

 

Le città di transizione

Martedì 17 novembre 2009, ore 21.00

 

Stili di vita basati sul petrolio a basso costo e sulla disponibilità illimitata di risorse possono essere superati senza traumi e degenerazioni?


Ne parliamo con Cristiano Bottone, vicepresidente e fondatore di Transition Italia


Le Città di Transizione (Transition Towns) rappresentano un movimento fondato in Irlanda a Kinsale e in Inghilterra a Totnes dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L'obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Il movimento è attualmente in rapida crescita e conta comunità affiliate in molte parti del mondo.

I progetti di Transizione mirano a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali).

Lo fa con proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso. Prevedono processi governati dal basso e la costruzione di una rete sociale e solidale molto forte tra gli abitanti delle comunità. La dimensione locale non preclude però l’esistenza di altri livelli di relazione, scambio e mercato regionale, nazionale, internazionale e globale.
 

 

Le acque dell'anima


 

Bologna, 10 marzo 2009 - ore 21,00

Proiezione del documentario LE ACQUE DELL’ANIMA in viaggio con Bjorn Larrson nei paesaggi emiliani

 

Intervengono Enza Negroni, regista, sceneggiatrice e autrice del documentario, e Pierluigi Bottino esperto di vie d’acqua, scrittore e già direttore L.P. del Progetto Portici di Bologna
 

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